Quando si bruciano le scuole

13.07.2013 19:17

L’ignominia, il punto più basso che può esprimere una società è quando succede che si dia fuoco ad una scuola.

L’estremo oltraggio e la mortificazione della cultura è quando bruciano libri, computer, lavagne interattive, intere aule nelle quali siede il futuro di questo Paese.

La viltà è entrare in una scuola e mostrare interesse per  quanto c’è (poco) di tecnologico nei laboratori e nelle web-aule non per rubare, ma solo per distruggere.

E’ successo a Roma, al liceo Socrate.

Già in prima mattinata i ragazzi si scambiavano veloci sms, un po’ preoccupati, perché avevano capito che era stato colpito al cuore il luogo in cui svolgono il loro principale lavoro: quello di cittadini italiani aspiranti ad una dignitosa posizione sociale.     

Mio figlio è uno di quei ragazzi.

Stamattina sono andato davanti alla scuola. Oltre al normale presidio delle forze dell’ordine, c’erano tanti dei ragazzi del Socrate:  volti un po’ tirati e preoccupati, perché ci sono i corsi di recupero,  c’è un nuovo anno scolastico da affrontare, molto più vicino di quanto possa sembrare.

I danni sono ingenti ed anche il corpo docente ha espresso al sindaco Marino (che ha visitato la scuola) forti timori, chiedendo che si faccia di tutto perché l’attività didattica possa riprendere regolarmente, quando sarà il momento.

Ci sono i lavoratori del Socrate, anche loro umiliati da un atto vigliacco.

C’è Roma preoccupata, c’è l'Italia che deve essere preoccupata: i nuovi barbari sono alle porte.

Quando in un Paese brucia una scuola, sta bruciando l’anima di quel Paese.

BAGABLOB